Il fenomeno climatico El Niño sta causando una riduzione della produzione di mango in Perù, con conseguenze evidenti sul mercato internazionale. Secondo quanto riportato da Jason Wang, vicepresidente alle vendite della Best Fruits of Peru, la situazione è particolarmente complessa: «Non ci sono molti mango. I coltivatori stanno cercando di raccogliere quanto più prodotto possibile e noi stiamo facendo tutto il possibile per lavorare direttamente con i coltivatori e offrire loro un prezzo adeguato».

La disponibilità di mango, infatti, dipende strettamente dalle condizioni meteo, che hanno ridotto i volumi destinati all'esportazione. Nonostante la scarsità di prodotto, la domanda rimane sostenuta e i prezzi stanno registrando un aumento: «I prezzi stanno salendo, ma le vendite stanno andando bene. Dato che c'è una carenza produttiva, i clienti sono disposti a pagare molto di più». Secondo Wang, la maggior parte dei costi è determinata dal prezzo pagato per la frutta all'origine, e quest'anno «il mango sarà un golden fruit».

Per far fronte alla situazione, la Best Fruits of Peru ha intensificato la collaborazione con i produttori locali. L'azienda si occupa direttamente della raccolta e della lavorazione del mango, garantendo forniture anche in un contesto produttivo ridotto. «Stiamo facendo tutto il possibile per lavorare direttamente con i coltivatori e offrire loro un prezzo adeguato. È una situazione complessa, ma siamo fiduciosi che riusciremo a garantire forniture ai nostri clienti», ha spiegato Wang.

Nonostante le difficoltà, l'azienda vede spazi di crescita soprattutto nel mercato statunitense. «È andata molto bene e quest'anno penso che raddoppieremo le vendite, naturalmente a condizione di avere prodotto sufficiente. Se ce la faremo, sono fiducioso che le vendite aumenteranno del 100 per cento. Stiamo lavorando duramente per far crescere il mercato statunitense e penso che diventerà uno dei nostri principali mercati, accanto all'Europa», ha dichiarato Wang.

Per quanto riguarda la logistica, l'azienda sta adottando strategie diverse a seconda delle destinazioni. L'Europa continua a ricevere il prodotto esclusivamente via aerea, mentre per gli Stati Uniti si sta valutando anche il trasporto via mare. Wang sottolinea che il mercato americano sta evolvendo: «I consumatori americani stanno iniziando ad abituarsi a consumare mango trasportati per via aerea. È un'abitudine relativamente nuova, ma sta diventando sempre più comune».

La concorrenza sui mercati internazionali non sembra rappresentare una preoccupazione immediata. «Non ci consideriamo concorrenti diretti né con il Messico né con il Brasile. Quando loro hanno mango disponibili, noi non siamo in stagione, e viceversa», ha spiegato Wang, aggiungendo che la Kent peruviana è spesso preferita rispetto alla Palmer brasiliana per le sue caratteristiche organolettiche.

La principale sfida rimane legata alle condizioni meteo e alle incertezze climatiche. «Il clima ha ripercussioni su tutti. Quest'anno, a causa di El Niño, la produzione è stata ridotta, ma abbiamo superato la fase più difficile e stiamo cercando di recuperare il terreno perduto», ha concluso Wang.

L'azienda punta sulla propria competenza nella gestione post-raccolta e nella logistica, ritenute determinanti per preservare la qualità del prodotto. «Abbiamo una solida esperienza nella gestione post-raccolta e nella logistica, e siamo in grado di fare arrivare il prodotto a destinazione in condizioni ottimali», ha sottolineato.

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