L’Istat ha diffuso la stima preliminare dell’inflazione per ottobre 2026, indicando un aumento del 5,4% su base annua, il livello più alto dall’agosto 2023. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,9% rispetto a settembre. L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, è rimasta al 2%.

Il dato segna un nuovo rialzo dopo il 4,2% registrato a settembre e conferma che la fase di contenimento dei prezzi osservata nei mesi precedenti si è interrotta. L’Istat attribuisce l’accelerazione principalmente all’aumento dei prezzi energetici e alla ripresa degli alimentari freschi.

Nel dettaglio, i prezzi energetici sono aumentati del 31,4% rispetto a ottobre 2025. L’energia elettrica nel mercato tutelato è cresciuta del 60,2%, il gas naturale nel mercato libero del 35,7%, il gasolio per mezzi di trasporto del 37,7% e quello per riscaldamento del 45,6%.

I prezzi alimentari sono aumentati del 2,7% su base annua. Gli alimentari non lavorati sono cresciuti del 7,5%, mentre quelli lavorati hanno registrato una variazione negativa dello 0,2% su base annua, ma positiva dello 0,5% rispetto al mese precedente. Complessivamente, la divisione alimentari e bevande analcoliche è aumentata del 2,9%.

Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è passato dal +1,5% di settembre al +2,5% di ottobre. L’inflazione acquisita per il 2026 sale al 3,4% e i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumentano del 5,8% su base annua, evidenziando una pressione sui consumi quotidiani.

L’analisi dell’Istat mostra che la ripresa dell’inflazione è trainata da pochi comparti, in particolare energia e alimentari freschi, mentre l’inflazione di fondo resta più contenuta. Questo indica un rischio di squilibrio economico per le famiglie e le imprese, che potrebbero dover affrontare una riduzione del potere d’acquisto e un aumento dei costi operativi.

Per la zootecnia italiana, l’aumento dei prezzi energetici e dei prodotti alimentari potrebbe incidere sui costi di produzione e sui margini delle aziende. Sarà importante monitorare l’andamento dei costi energetici, dei prezzi alla produzione e dei consumi nei prossimi mesi per valutare gli effetti sull’intero comparto agroalimentare.

Fonte: ISTAT, “Prezzi al consumo – Ottobre 2026, dati provvisori”, 30 ottobre 2026

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