Il settore agroalimentare italiano mostra segnali di tenuta nel secondo trimestre 2026. È quanto emerge dal nuovo bollettino economico di CREAgritrend, il rapporto trimestrale del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del Crea, che analizza l’andamento economico e produttivo del comparto.
Secondo i dati riportati, dopo la flessione registrata nei primi tre mesi dell’anno, l’export agroalimentare torna a crescere: nel secondo trimestre 2026 le esportazioni aumentano dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Parallelamente, le importazioni diminuiscono dell’1,6%, contribuendo a un miglioramento del saldo commerciale del comparto.
Il bollettino evidenzia però un andamento differenziato tra i vari settori. Tra i comparti in crescita si segnalano lattiero-caseari (+2,7%), carni preparate (+2,9%) e derivati dei cereali (+2,1%). In calo invece l’export di vino (-3%) e di olio di oliva.
Il quadro macroeconomico
L’analisi del Crea colloca i dati del settore agroalimentare all’interno del più ampio contesto economico nazionale. Nel secondo trimestre 2026 il Pil italiano registra un aumento dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% su base annua.
Il valore aggiunto dell’agricoltura segna però un leggero calo (-0,2%), in linea con un andamento complessivamente debole del settore produttivo: l’industria registra infatti una contrazione dello 0,5%, mentre i servizi crescono dello 0,4%.
La domanda interna mostra segnali di stabilità. I consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi aumentano entrambi dello 0,3%, mentre la spesa delle famiglie per beni durevoli cresce dello 0,9%.
Industria alimentare, produzione stabile ma fatturato in calo
Per quanto riguarda l’industria alimentare, il bollettino evidenzia una produzione sostanzialmente stabile: +0,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, dopo una contrazione dello 0,8% registrata nei primi tre mesi del 2026.
Il fatturato del comparto mostra però una flessione più marcata: -4,7%, con il mercato interno in calo del 6,5% e le vendite estere in aumento del 3%. Nel settore delle bevande si registra invece un incremento produttivo del 4%, accompagnato da un calo del fatturato del 2,7%.
Il bollettino dedica inoltre uno speciale alle abitudini di consumo del vino, con un focus sulle nuove tendenze legate alla sostenibilità e all’attenzione verso la salute e il benessere.